Enrico Mattei

Ultima modifica 3 agosto 2021

IL MEMORIALE DI ENRICO MATTEI

Il 27 ottobre 1962, il bireattore che dalla Sicilia porta Mattei a Milano precipita nella campagna di Bascapè. ­ In qual luogo il paesaggista Pietro Porcinai ( 1910 – 1986 ) ha realizzato un memoriale, un giardino del ricordo mutevole e parlante anche ora a distanza di oltre 50 anni.

Nelle pagine dei quotidiani la testimonianza dei primi soccorritori registra una scena che vede la coda del veicolo conficcata nel terreno e, intorno, i resti del bireattore e dei suoi occupanti. – Questa telegrafica descrizione della scena dell’accaduto – un filare di pioppi, a pochi metri da una roggia, anticipa il tema dal quale lo sguardo progettuale del Porcinai prenderà le mosse. – Nella primavera del 1963, a pochi mesi dalla scomparsa di Mattei, il paesaggista riceve dalla SNAM l’incarico progettare il memoriale del tragico evento. – Il lavoro procede con grande rapidità e sarà inaugurato in occasione del primo anniversario della morte, la domenica del 27 ottobre 1963.

Il Progetto interpreta magistralmente i caratteri del paesaggio padano, la solenne architettura delle masse vegetali esprime, più di ogni altro elemento, il valore “ memoriale “ di questo giardino del ricordo, incessantemente mutevole e parlante nell’arco delle stagioni,( non solo nella spettacolare vestitura autunnale dei Taxodium arrossati) , degli anni e delle ore del giorno, negli oltre cinquant’anni di vita vissuta.

La mappa catastale e poi il rilievo eseguito per il progetto commissionato al paesaggista registrano i pochi dati che saranno il cuore del progetto: i campi, l’intersezione di due strade bianche, una roggia, e un filare di pioppi. L’idea di Porcinai consiste nel tracciare il perimetro di una figura semplice rettangolare, che “ accoglie “ questo piccolo nodo, lo contiene con un “ recinto “ percorribile, un argine associato a un filare di alberi monumentali.

A oltre cinquant’anni dalla sua inaugurazione,” il campo di Bascapè “ così chiamato da Porcinai “ appare oggi nel pieno di quel processo in divenire che è la vita di un giardino,. Il motivo asciutto e la trama geometrica degli acciottolati sul piano erboso, la massa placida dell’argine perimetrale e degli arbusti che ne accompagnano il disegno, risultano ora contrapposti allo slancio verticale dei grandi “ (Taxodium distichum) “ che il paesaggista scelse per formare la solenne cortina perimetrale che emerge dal piano inclinato delle scarpate. – Appare ora perfetta, in ogni momento dell’anno, anche quando il rosso manto autunnale si dissolve, la configurazione di spazi e di figure vegetali che si stringono intorno a questo laico “ camposanto “ immaginato nella pianura lombarda. Perduto il segno della roggia, ora l’acqua ne descrive l’intero perimetro. – Il ponte che l’ attraversa ci introduce e un recinto fatto di elementi chiusi . la siepe esterna, il grande rettangolo di alberi e, infine, il perimetro dei massi che delimita la zona funeraria che si stringe intorno a tre querce ( quercus coccinea) ed a una lapide commemorativa a forma di croce (è qui che, nei giorni della commemorazione, si depongono i fiori).

( descrizione del memoriale tratto da:” I giardini di P. Porcinai in Lombardia